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Come lavora lo psicologo ?

I modi in cui lo psicologo può lavorare sono molti e variano a seconda del tipo di modello teorico e pratico scelto, in base al quale si organizzano gli obiettivi e le fasi del lavoro. Alcune differenze metodologiche dipendono anche dalle specifiche circostanze in cui avviene l'intervento.
Lo strumento principale dello psicologo è il colloquio psicologico, ovvero una modalità particolare di colloquio che ha come obiettivi quelli di mettere la persona a proprio agio; aiutarla a esporre la questione, ascoltandola molto attentamente ed attivamente; esplorare il modo che la persona ha di vedere le cose ed i vissuti associati; mettere a fuoco gli scopi che si vogliono raggiungere; e infine, analizzare possibilità alternative.
In questo ambito, lo psicologo può utilizzare domande, indicazioni, inviti alla riflessione, tecniche di rilassamento, tecniche di presa di coscienza corporea o strumenti specifici come i test.
Quando si consulta uno psicologo si deve comunque tenere presente che non si avranno consigli o prescrizioni così come avviene dal medico: il processo di consulenza si basa su una collaborazione tra la persona che si mette in gioco parlando di sé e il professionista che mette a disposizione le proprie competenze. Le risposte alle questioni esposte dalla persona sono quindi costruite insieme da entrambi.
Molte persone, pensando ad un colloquio con uno psicologo, immaginano di fare due chiacchiere con un amico con il quale potersi sfogare.
Senza dubbio, l'ascolto attento è la base dell'attività dello psicologo ma, a differenza di un amico, lo psicologo è un professionista della salute e, in quanto tale, utilizza strumenti specifici, intervenendo in qualità di osservatore esterno che non giudica e non dà consigli.
Rispetto alla relazione di amicizia, le caratteristiche distintive del rapporto di consulenza sono la neutralità, l'assenza di giudizio e le competenze tecniche, mentre gli strumenti principalmente utilizzati dal professionista, oltre all'ascolto attento, alla vicinanza emotiva, al colloquio psicologico e ai test, sono le informazioni che emergono dal dialogo, che consentono allo psicologo di individuare le possibili cause di una difficoltà e di aiutare la persona a mettere in atto le strategie più idonee per avviare il processo di cambiamento.

 È necessario che lo psicologo sappia tutta la verità ?

Allo psicologo non interessa se quello che viene detto dalla persona sia la verità in senso assoluto oppure no. Ciò che interessa realmente è quello che la persona sente, pensa e come vive o ha vissuto una determinata situazione. Quindi, per lo psicologo, ciò che la persona sta dicendo è vero, in quanto esprime quello che essa pensa, sente e vive rispetto a ciò che sta raccontando. Inoltre, la consultazione con lo psicologo si basa sulla costruzione nel tempo di un rapporto di fiducia; ciò fornirà le premesse per poter eventualmente effettuare una riflessione sul bisogno che la persona può avere avuto di modificare la realtà dei fatti vissuti.

 

 

 

 


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