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Conoscere l'ansia

AnsiaL'interesse per i disturbi d'ansia e di panico è aumentato notevolmente negli ultimi anni, poiché questi sembrano essere i principali motivi di consultazione specialistica nell'ambito dei problemi psicologici.
Ma cos'è un disturbo d'ansia? Per comprendere meglio il concetto di ansia è necessario capire in cosa differiscono l'ansia e la paura. L'ansia è un'emozione ed è una parente stretta della paura.
L'ansia e la paura sono due emozioni simili nella loro manifestazione fisiologica (attraverso sintomi fisici quali tachicardia, respirazione affannosa, sudorazione, senso di nodo alla gola, ecc.), entrambe sono la reazione ad una “minaccia” ma differiscono sostanzialmente perché:

  • la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale

  • l'ansia è una reazione emotiva ad un pericolo percepito, non così ovvio agli occhi degli altri

Ad esempio, molti di noi provano paura quando si trovano vicino ad un dirupo, e questo è abbastanza normale. Ma sappiamo bene che non tutti trovano terrorizzante salire sul tram affollato del mattino. Come tutte le emozioni, anche l'ansia non è disfunzionale in sé ma, al contrario, è indispensabile per la sopravvivenza, in quanto segnala la percezione soggettiva di minaccia imminente per obiettivi importanti che vogliamo perseguire o per la nostra incolumità fisica. Quando non supera elevati livelli di intensità ed è moderata ci permette di rimanere in allerta, mentre quando è troppo intensa tende a farci sentire paralizzati, bloccati. L'ansia moderata (arousal, attivazione) ci consente di essere vigili mentre guido, fare un ottimo esame ecc. assumendo una funzione protettiva soprattutto in situazioni potenzialmente difficili.
Un buon livello di arousal mi permette inoltre di migliorare le performance quali parlare in pubblico, sostenere una gara o affrontare una competizione sportiva. Ma se l'intensità della mia ansia supera un certo livello le mie performance ne risentiranno in modo significativo e l'ansia diventa patologica La sovrastima del pericolo o la sottostima della capacità di farvi fronte contribuiscono ad accrescere i sintomi d'ansia che, a loro volta, diventano fonte di minaccia per l'individuo che li sperimenta. L'ansia diventa una patologia quando la persona attua una serie di comportamenti, come evitamenti, rituali di controllo etc., tali da compromettere la qualità della vita della vita della persona.
La maggior parte degli individui con problemi d'ansia lamentano una lista numerosa di sensazioni e di disturbi quali: palpitazioni, tachicardia, sudorazione eccessiva, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, sensazioni di sbandamento e/o di svenimento. Quando lo stato d'ansia è particolarmente intenso e prolungato nel tempo può causare, com'è facile immaginare, una quasi totale compromissione della vita di relazione e dell'autonomia.
Comunemente l'ansia viene definita come una paura senza oggetto. Più in particolare potremmo dire che, nel disturbo d'ansia, l'oggetto della paura esiste, anche se è spesso indefinito ed inafferrabile da parte del soggetto è il sintomo di qualcosa di più profondo. La persona ansiosa vive una sensazione spiacevole soprattutto perché si sente diversa da tutti gli altri, strana e si cerca in tutti i modi di nasconderla agli altri rifugiandosi nella propria solitudine. Questo serve solo in parte a spiegare il vissuto angoscioso che sente la persona. Ancora più penosa è la percezione non solo di una catastrofe imminente, ma anche l'idea di dover far qualcosa per prevenire tale catastrofe. In questo stato la persona vive un turbine di emozioni, che spesso non sa neppure definire, dove è presente l'ansia per l'evento temuto, ansia che si potenzia per la credenza di non essere in grado di poter affrontare tale catastrofe e che può mescolarsi alla tristezza per la percezione di inadeguatezza e incapacità del Sé.
La persona quindi si trova a vivere una sensazione di pericolo perenne scaturita da un'alterata percezione del mondo esterno che si somma all'emozione della tristezza per l'impotenza generata dalla percezione di fragilità che ha di sé. A causa di questo suo disagio, sarà costretta ad aver bisogno degli altri. I sintomi ansiosi sono essi stessi, infatti, una fonte di minaccia. Essi possono condizionare il comportamento dell'individuo ed essere interpretati come segnali dell'esistenza di un grave disturbo fisico o psicologico. Questi effetti accrescono il senso di vulnerabilità dell'individuo e di conseguenza rinforzano l'iniziale reazione ansiosa inducendo una serie di risposte sfavorevoli, le quali a loro volta non fanno altro che esasperare la valutazione di pericolo. Quando i sintomi dell'ansia sono decisamente “intensi”, al punto da rendere impossibile o comunque estremamente difficile svolgere le normali attività quotidiane è necessario chiedere un aiuto psicologico. L'obiettivo della terapia non è quello di eliminare le difficoltà, e nemmeno quello di eliminare l'ansia che ne deriva, ma quello di imparare a fronteggiare le situazioni difficili ed ansiogene nel momento in cui insorgono, attraverso azioni che rendano utile l'ansia, come un nostro alleato. La persona quindi dovrà imparare a considerare l'ansia non più come un nemico da affrontare, bensì come un'utile risorsa per fronteggiare le situazioni difficili passando all'azione.
Per richiedere una consulenza è possibile contattare la dottoressa Cimmino al numero sopraindicato, Inoltre dal mese di gennaio sarà attivo il laboratorio di gruppo: “Conoscere l'ansia” uno spazio che offre l'occasione di conoscere ed elaborare la propria ansia. In un clima di confronto, dibattito e collaborazione, attraverso modalità di espressione creativa e tecniche di rilassamento, si faciliterà la presa di contatto con la propria ansia e l'acquisizione di semplici metodi “anti-ansia” da applicare nella vita quotidiana. Ogni incontro sarà inoltre arricchito da riferimenti teorici per agevolare una conoscenza approfondita sull'argomento. Il laboratorio si svolgerà in un ciclo di quattro incontri di gruppo.

Chiara Cimmino
03/12/2012

 

 

 

 


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